LA METAMORFOSI (Franz Kafka)


Svegliarsi una mattina e non riconoscersi più, è probabilmente uno degli incubi più frequenti della specie umana. Questo è esattamente ciò che accada a Gregor, protagonista del romanzo di Kafka. Gregor viene così ripudiato dalla famiglia che non può accettare le sue ripugnanti sembianze, e nonostante egli si sforzi a rimanere nell’ombra per non arrecare altri dispiaceri alle persone che ama, alla fine capirà che solo il totale annullamento della sua presenza rappresenta la sola opzione risolutiva. Kafka ci catapulta nel mondo del disagio e dell’emarginazione, rappresentato metaforicamente da quella stanza e quella casa che è tutto lo scenario della storia. Ma il vero spazio angusto è la stessa anima di Gregor, che resta invisibile alla sorella Grete così come al padre e alla madre. Per il mondo esterno lui è l’insetto ripugnante da dover scacciare, come fa il padre lanciandogli contro una mela che causa a Gregor delle profonde lacerazione, o l’insignificante essere di cui aver pietà, portando avanzi di cibo per sfamarlo, come fa Grete. Kafka ci lascia una storia irreale, ma fin troppo frequente ed estremamente attuale, quella dell’emarginazione del diverso.

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