IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO (Italo Calvino)


Ho letto questo romanzo totalmente sopraffatta dalla celebre frase “Forse non farò cose importanti, ma la vita é fatta di piccoli gesti anonimi”. E, in effetti, una frase cosí profonda non poteva che essere estrapolata da un romanzo altrettanto di spessore. Si parla della Resistenza italiana in questa prima opera di Calvino, con quello stile neorealista e a tratti precursore del fantasy tipico dello scrittore partigiano. Ma quello che colpisce di più è che protagonista della storia è un bambino, Pin. Un bambino che vuole fare il grande in un mondo di grandi, tra le situazioni e i problemi di grandi. La verità è che Pin è un bimbo solo, che è stato costretto a crescere in fretta e che quello che ha fatto in tempo a conoscere della ingenuità dei bambini è proprio la storia che da il titolo al romanzo. Il sentiero dei nidi di ragno è il luogo segreto di Pin bambino, che non si lascia contaminare neanche quando gli viene lasciata in custodia la pistola del soldato tedesco, come fosse il “giocattolo” di un adulto. Calvino ci regala una perla della narrativa moderna e soprattutto della propria produzione letteraria. Perchè Il sentiero dei nidi di ragno è forse il romanzo più autentico, dove lo scrittore svela sestesso e le proprie paure attraverso gli occhi innocenti di un bambino. E la continua contaminazione tra innocenza e disicanto lo rendono unico nel suo genere e nel suo tempo.

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