È stato il caso letterario dello scorso anno. Un
romanzo-biografia del più grande campione di tennis dell’era moderna. Ma Agassi
non si limita a ripercorrere la sua carriera agonistica; decide di andare oltre
raccontando emozioni ed episodi di vita estremamente intimi che lo hanno fatto
diventare l’uomo che è oggi. Infatti, l’accento viene posto volutamente sull’
Agassi “uomo” e non sull’atleta, sulle difficoltà quotidiane e non sui
privilegi che la notorietà porta con sé. L’aspetto più avvincente ed
entusiasmante è proprio, a mio parere, quello di aver portato lo stereotipo di
uomo di successo al livello di chiunque altro e di aver scardinato l’idea del
successo associato al benessere. Il paradosso del “io odio il tennis” rimane
una costante dell’intera biografia, ma si placa e trova risoluzione nella
consapevolezza di voler riuscire a trovare il buono anche in una vita che non
ci piace, ma che può diventare un grande esempio di umanità e sostegno sociale.OPEN (Andre Agassi)
È stato il caso letterario dello scorso anno. Un
romanzo-biografia del più grande campione di tennis dell’era moderna. Ma Agassi
non si limita a ripercorrere la sua carriera agonistica; decide di andare oltre
raccontando emozioni ed episodi di vita estremamente intimi che lo hanno fatto
diventare l’uomo che è oggi. Infatti, l’accento viene posto volutamente sull’
Agassi “uomo” e non sull’atleta, sulle difficoltà quotidiane e non sui
privilegi che la notorietà porta con sé. L’aspetto più avvincente ed
entusiasmante è proprio, a mio parere, quello di aver portato lo stereotipo di
uomo di successo al livello di chiunque altro e di aver scardinato l’idea del
successo associato al benessere. Il paradosso del “io odio il tennis” rimane
una costante dell’intera biografia, ma si placa e trova risoluzione nella
consapevolezza di voler riuscire a trovare il buono anche in una vita che non
ci piace, ma che può diventare un grande esempio di umanità e sostegno sociale.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento