LA SIGNORA DELLE CAMELIE (Alexandre Dumas)

Scovato nella libreria di mia nonna, è uno dei primi romanzi che ho avuto il piacere di leggere. Avevo circa 9 anni e, nonostante la giovanissima età, me ne innamorai da subito, coinvolta dalla sobrietà dello stile e da una storia densa e articolata, ma raccontata con garbo e pazienza tanto da diventare la principale fonte di ispirazione della Traviata di Verdi. Uno dei punti di forza è certamente rappresentato dall'ambientazione in una Parigi ottocentesca, che offre al lettore tutta la magia esercitata dalla nobiltà parigina. Eppure, la storia di Margherita, la dama delle camelie appunto, si va a intrecciare con quella degli altri personaggi, alternando le vicende dell’ aristocratica cortigiana con quelle della comune borghesia, rappresentata per lo più da Armando Duval. E poiché mai come in questo romanzo, vige la regola degli opposti che si attraggono, la complicata e per certi versi tragica storia d’amore tra i due, diventa protagonista incontrastata.
La voce fuori campo e soprattutto la ricostruzione a ritroso della vicenda attraverso un vecchio libro, trovato dal narratore e appartenuto alla protagonista, è ciò che le conferisce importanza agli occhi del lettore, distaccandosi dal cliché del romanzo sentimentale ottocentesco.

Infine, il continuo contrasto tra ciò che si è, ciò che si vuole e ciò che si è disposti a fare per ottenerlo, rappresenta un tratto psicologico di grande avanguardia, perfettamente espresso da Dumas Jr, attraverso le scelte della sua Margherita.

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