Scovato nella libreria di mia nonna, è uno dei primi
romanzi che ho avuto il piacere di leggere. Avevo circa 9 anni e, nonostante la
giovanissima età, me ne innamorai da subito, coinvolta dalla sobrietà dello
stile e da una storia densa e articolata, ma raccontata con garbo e pazienza
tanto da diventare la principale fonte di ispirazione della Traviata di Verdi. Uno dei punti di
forza è certamente rappresentato dall'ambientazione in una Parigi ottocentesca,
che offre al lettore tutta la magia esercitata dalla nobiltà parigina. Eppure, la storia di Margherita, la dama delle camelie appunto, si va a intrecciare con
quella degli altri personaggi, alternando le vicende dell’ aristocratica
cortigiana con quelle della comune borghesia, rappresentata per lo più da
Armando Duval. E poiché mai come in questo romanzo, vige la regola degli
opposti che si attraggono, la complicata e per certi versi tragica storia d’amore
tra i due, diventa protagonista incontrastata.
La voce fuori campo e soprattutto la ricostruzione a
ritroso della vicenda attraverso un vecchio libro, trovato dal narratore e
appartenuto alla protagonista, è ciò che le conferisce importanza agli occhi
del lettore, distaccandosi dal cliché del romanzo sentimentale ottocentesco.
Infine, il continuo contrasto tra ciò che si è, ciò
che si vuole e ciò che si è disposti a fare per ottenerlo, rappresenta un
tratto psicologico di grande avanguardia, perfettamente espresso da Dumas Jr,
attraverso le scelte della sua Margherita.
Nessun commento:
Posta un commento