IL GENE AGILE (Matt Ridley)

Oggi voglio consigliarvi un libro che si discosta un po’ dai generi fin’ora trattati, ma che descrive in modo chiaro e facilmente fruibile, una delle questioni più calde nello scenario della moderna biologia.

Fino alla metà del Novecento, la comunità scientifica sanciva il dogma dell’immutabilità del cervello, sostenendo l’estrema stabilità dello sviluppo anatomo-funzionale e disconoscendo gli effetti esercitati dal contesto ambientale. Tutto, nel bene e nel male, era scritto nei geni, depositari assoluti e imperturbabili del del nostro futuro. Più recentemente si è invece scoperto come il Sistema Nervoso Centrale (SNC) non è rigidamente programmato dai soli fattori genetici e che, nel corso delle fasi precoci dello sviluppo, attraversa un periodo di evoluzione, caratterizzato da un’ elevata plasticità, che lo rende fortemente influenzabile da stimoli provenienti dall'ambiente. La capacità con cui il SNC reagisce a tali stimoli precoci, mettendo in atto dove ne sia necessario adeguate strategie di adattamento e promuovendo eventuali cambiamenti nella sua struttura o funzione, si rivela di fondamentale importanza per il normale sviluppo delle capacità neurocomportamentali in età adulta. La plasticità neuronale è quindi un vero e proprio meccanismo adattativo che ha come obiettivo quello di ricercare e garantire il migliore stato di equilibrio tra le componenti genetiche e ambientali, per favorire l’evoluzione della specie preservandone la sopravvivenza.
Matt Ridley ci porta per mano attraverso gli studi scientifici che hanno scardinato il dogma della doppia elica, a hanno aperto le porte di quello che oggi si chiama Epigenetica. Il gene, da struttura statica e inaccessibile, diviene allora “agile” interlocutore tra il nostro organismo e ciò che lo circonda. L’aspetto più interessante è dato dal fatto che lo scienziato americano non rinnega mai le diverse posizione del passato, molto spesso contrapposte, ma riesce piuttosto a dargli ancora più valore scientifico, inserendole in uno scenario complessivo in cui si trovano a convivere pacificamente Psicoanalisi con Biologia Molecolare, Genetica con Sociologia e Antropologia. E l’excursus descrittivo che ne deriva tocca le più disparate tematiche ricollegate all'essere umano (malattia mentale, criminalità, omosessualità), che da sempre incuriosiscono ricercatori e non.

Il linguaggio semplice e intuitivo, permette di apprezzare lo spessore e il valore delle ricerche scientifiche senza però mai entrare in inutili ed eccessivi tecnicismi, così da farci sentire tutti un po’ neuroscienziati!

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