Scaturito dal talento di Daniel Defoe, Robinson Crusoe è uno dei più amati
classici stranieri, un romanzo di avventura che deve il suo successo allo stile
semplice ed elegante della scrittura e al fascino di un eroe che incarna tutte le
virtù del ceto medio inglese, diventando icona della civiltà modernizzata. Muovendo
da un fatto realmente accaduto, l’autore ci trasporta su di un’isola deserta
ove è rimasto naufrago il marinaio Crusoe. La storia, è una sorta di diario
personale, dettagliato e minuzioso, da cui emerge il carattere dell’uomo, che
da naufrago in un’isola sconosciuta e perduta, affronta il destino con le sole
forze e l’ingegno, divenendo signore di un nuovo piccolo mondo, esplorato,
conosciuto e piegato ai propri bisogni. Un borghese industrioso che,
pazientemente, ricrea il suo mondo attraverso un lungo lavoro, sostenuto da speranza,
dedizione, determinazione e fede nelle proprie capacità. I temi prevalenti sono
qui lo spirito di iniziativa, l’operosità, la parsimoniosa gestione delle
risorse: si veda l’episodio in cui Robinson ha bisogno di costruirsi dei
contenitori per conservare il cibo; o quello in cui si appresta a preparare il
pane, senza avere a disposizione i mezzi adatti per farlo; o ancora quando nel
bel mezzo di una passeggiata, scopre sulla spiaggia un’orma misteriosa, dalla
quale egli rimane sconvolto poiché non riesce a immaginare chi possa averla
lasciata, essendo l’unico abitante dell’isola. Il ritmo della narrazione è
molto coinvolgente, e comunica una sensazione di angoscia e di pericolo
presente nel protagonista, ma anche la sua sorprendente forza d’animo e la
capacità eccezionale di generare da un evento a dir poco negativo, qualcosa di
grande. Un’opera avvincente, ricca di risvolti drammatici, di ambientazioni
esotiche e di problematiche esistenziali in cui l’autore riesce, con
sorprendente realismo, a porre in luce i valori della borghesia proiettata
verso la conquista del benessere e della sicurezza.Recensione di Valeria D.