Sulla scia dell’entusiasmo lasciatomi da Bianca come il latte rossa come il sangue, ho letto questo secondo romanzo di D’Avenia. Mai niente di più sbagliato! Sebbene il parallelismo tra i due nasca quasi spontaneo e i punti in comune, soprattutto nello stile, siano numerosi, Cose che nessuno sa è un romanzo completamente diverso dal precedente. E, purtroppo, lo si scopre solo alla fine. Dico purtroppo perché chi, come me, commette l’errore di leggerlo facendo continui confronti con il primo successo di D’Avenia, si perde tanto della poesia intrinseca di questo nuovo romanzo ed è portato a considerarlo, frettolosamente e superficialmente, come una brutta copia del precedente. Le “cose che nessuno sa” sono i misteri della vita che, proprio perché spesso inspiegabili, rendono la stessa imprevedibile e densa di colpi di scena. E l’aspetto più interessante è la possibilità che l’autore ci da di guardare il mondo, e quello che vi accade, da tre diversi punti di vista. Andrea, Margherita e nonna Teresa rappresentano tre generazioni a confronto, tre animi profondi da scoprire e ammirare proprio come fanno i pescatori con i loro mari. Il continuo riferimento alla Sicilia, terra natia di D’Avenia, conferisce spessore al romanzo, rendendolo vivo attraverso le parole della vera protagonista del romanzo, nonna Teresa, che dalla sua esperienza e dal suo vissuto sa che in fondo “una risposta c’è sempre, anche se ancora non la sai o magari non la trovi”.
COSE CHE NESSUNO SA (Alessandro D'Avenia)
Sulla scia dell’entusiasmo lasciatomi da Bianca come il latte rossa come il sangue, ho letto questo secondo romanzo di D’Avenia. Mai niente di più sbagliato! Sebbene il parallelismo tra i due nasca quasi spontaneo e i punti in comune, soprattutto nello stile, siano numerosi, Cose che nessuno sa è un romanzo completamente diverso dal precedente. E, purtroppo, lo si scopre solo alla fine. Dico purtroppo perché chi, come me, commette l’errore di leggerlo facendo continui confronti con il primo successo di D’Avenia, si perde tanto della poesia intrinseca di questo nuovo romanzo ed è portato a considerarlo, frettolosamente e superficialmente, come una brutta copia del precedente. Le “cose che nessuno sa” sono i misteri della vita che, proprio perché spesso inspiegabili, rendono la stessa imprevedibile e densa di colpi di scena. E l’aspetto più interessante è la possibilità che l’autore ci da di guardare il mondo, e quello che vi accade, da tre diversi punti di vista. Andrea, Margherita e nonna Teresa rappresentano tre generazioni a confronto, tre animi profondi da scoprire e ammirare proprio come fanno i pescatori con i loro mari. Il continuo riferimento alla Sicilia, terra natia di D’Avenia, conferisce spessore al romanzo, rendendolo vivo attraverso le parole della vera protagonista del romanzo, nonna Teresa, che dalla sua esperienza e dal suo vissuto sa che in fondo “una risposta c’è sempre, anche se ancora non la sai o magari non la trovi”.
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