IL SOGNO DI UNA COSA (Pier Paolo Pasolini)

Primo romanzo scritto da Pasolini, è quello che personalmente ho trovato più attuale.

Le vicende si incentrano sull'Amicizia, quella vera, nata dalla stima reciproca che lega i tre protagonisti. Nini, Milio ed Eligio sono tre sognatori che riescono a sopravvivere alla povertà, economica e soprattutto di ideali, in un Friuli piegato dalle conseguenze della Seconda guerra mondiale. E in questo sottofondo storico, descritto con il tipico realismo pasoliniano, cinico e a tratti dimesso, che i tre giovani diventano eroi senza nome, pronti alle più folli imprese, pur di fuggire da quella vita di ingiustizie e privazioni. Quelli che lo stesso Pasolini chiama nel romanzo "la migliore gioventù della riva destra". La forza che li anima è quella del rinnovamento, del credere e perseguire il sogno “semplice” di una migliore vita sociale e lavorativa. Ed è proprio questo concetto che torna più attuale che mai, ripensando ai tanti giovani del nostro Paese costretti, proprio come Nini, Milio ed Eligio, a emigrare per trovare riscatto in altre terre. È il conflitto interiore tra l‘essere straniero in un paese straniero e non volersi arrendere alle difficoltà e alle discriminazioni, che fa dei tre giovani i paladini della vera giustizia. E nonostante tutto, non viene mai messo da parte il legame forte e profondo che li lega e che rappresenta la loro unica e vera fonte di coraggio.

Il sogno di una cosa è un romanzo che fa riflettere sul valore dei veri sentimenti, sul supporto reciproco che vince qualsiasi invidia e diffidenza, e ritorna prepotente come l’aspetto più autentico e primitivo dell’essere umano.