CRISTO DI È FERMATO A EBOLI (Carlo Levi)


Cristo si è fermato a Eboli è un romanzo di carattere squisitamente autobiografico e rappresenta una delle più emblematiche testimonianze sulle condizioni del Mezzogiorno d’Italia nella prima metà del Novecento. L’autore, nel ripercorrere la storia del proprio esilio in Lucania racconta con sorprendente abilità descrittiva, gli usi e i costumi di una civiltà diversa, a lui sino ad allora sconosciuta, quasi non facente parte dello Stato o dallo stesso totalmente dimenticata. È l’immagine di un mondo immobile, privo di conforto e racchiuso in un dolore paziente e inalleviabile. Il contadino vive la realtà quotidiana in miseria, costretto a lavorare una terra infeconda e a rincasare in abitazioni malridotte ove la vita si spiega in condizioni igenico-sanitarie precarie, nell'amenità di quei luoghi infestati dalla malaria. Un’umanità a sé, rassegnata, ma nel contempo forte e inesauribile: si veda il podestà Megalone e Donna Caterina, Sanaporcelle e il fido e inseparabile cane Barone che accompagna Levi ogni giorno nella sua passeggiata fino al cimitero. Un’opera toccante e meditativa, intersa di luoghi, personaggi e vicende descritti con profondo realismo e in grado di coinvolgere il lettore in un viaggio affascinante, così lontano dall'odierno immaginario collettivo ma di enorme valore spirituale.
  
 Recensione di Valeria D.