BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE (Alessandro D'Avenia)

I sogni veri si costruiscono con gli ostacoli. Altrimenti non si trasformano in progetti, ma restano sogni”.
                                                                                               

Questa frase riassume, da sola, l’intero significato di questo romanzo. Sebbene prediliga la narrativa classica, una volta letto il romanzo di D’Avenia mi sono resa conto come non abbia davvero nulla da invidiare ai suoi più illustri predecessori. Cercavo una lettura “leggera” che accompagnasse la mia lunga notte di viaggio, e mi sono ritrovata invece con un romanzo che fa riflettere e pensare a fondo sul senso e sul valore della vita. Il romanzo racconta la quotidianità di un gruppo di adolescenti che, tra grandi e piccole difficoltà, cercano di ritrovare il loro sogno e darne forma nella realtà. E le tematiche dell’adolescenza si arricchiscono di infiniti classicismi che donano spessore e interesse all'intero romanzo. Così, nei suoi protagonisti puoi trovarci ora Dante, ora Leopardi ora Dostoevskij, proprio a dimostrazione di quanto sia immortale l’arte letteraria e di quanto i ragazzi di oggi possano essere in grado di apprezzarla e di amarla. Leo, Beatrice e Silvia rappresentano il sogno che si avvera del Prof. Sognatore, e sono lo specchio da cui si può guardare il mondo nel modo più genuino e autentico possibile. E nonostante il male oscuro che si abbatte su di loro, c’è sempre pronto dietro l’angolo, quello spiraglio di luce e di azzurro da cui poter ripartire e ritornare a sognare. 
Il garbo e la delicatezza con cui D’Avenia affronta una tematica così delicata come la malattia, permettono al lettore di capire il dolore e la sofferenza senza però lasciarne l’amaro in bocca, perché, come dice lo stesso autore “la vita è l’unica cosa che non s’inganna, se tu, cuore, hai il coraggio di accettarla…”.