IL GIOVANE HOLDEN (Jerome David Salinger)


Holden Caulfield, un diciassettenne proveniente da famiglia borghese, viene espulso, prima di Natale, dalla prestigiosa scuola di Pencey a causa del suo scarso rendimento scolastico. Prima di ritornare a casa e dare la notizia ai suoi genitori e all' amata sorellina Phoebe, ha a disposizione tre giorni. Quante cose possono accadere in tre giorni ad un ragazzo di diciassette anni, ribelle e coraggioso, che abbandona la scuola per l'ennesima volta, e si aggira per la sua New York, apparentemente senza meta ma con un progetto ben definito? Salinger, autore dell’opera, dimostra come in un lasso di tempo talmente breve possano in realtà consumarsi innumerevoli esperienze. Il giovane vaga per la città entrando in bar, cinema, alberghi, case di amici, bevendo alcolici, ballando, incontrando vecchi compagni di scuola, professori, fidanzate, suore e prostitute, in cerca di un dialogo con adulti "intelligenti": trascorre questi giorni in maniera molto intensa tra un appuntamento e l'altro, tra discussioni e riflessioni, ove ripensa ai tanti momenti tristi e felici della sua vita, raccontandosi con estrema semplicità e spontaneità. Ed è proprio la semplicità della storia che colpisce il lettore, in un via vai di sentimenti che attraversa il protagonista in ogni singolo momento. Intellettuale nei discorsi e in cerca di un dialogo profondo e sincero con gli adulti, Holden si sa tuttavia abbandonare al divertimento, forse per evadere dalla realtà della sua vita così opprimente; il ragazzo, infatti, sta attraversando un momento un po' infelice, ma con i sui sogni guarda al futuro in maniera ottimista. Le ansie di Holden, sono le ansie di tutti i giovani di qualsiasi generazione: l'incomunicabilità con gli adulti, il desiderio di essere accettati, la distanza generazionale. Salinger senza esprimere esplicitamente questi grandi "problemi" dei giovani, ce li fa capire attraverso i dialoghi, le riflessioni di Holden, che diventa così il modello di ragazzo adolescenziale, facendo del libro, un "manuale d'istruzione per l'uso dell'adolescenza" che non è solo un periodo della vita, etichettato con quel nome, ma diventa un momento di formazione interiore, dove quello che ti succede, condiziona tutto il resto. La spontaneità con cui Salinger scrive, aiuta molto il lettore a non annoiarsi, grazie ad un linguaggio scorrevole: è un linguaggio appropriato, che attira e cattura il lettore facendo subito capire il concetto che esprime. Elementi fondamentali del romanzo sono inoltre i pensieri e le descrizioni, anch'esse espresse con un linguaggio decisamente chiaro e profondo; molto bella è la descrizione che Holden fa della sorellina Phoebe o della sua ex fidanzata Jane; anche il paesaggio a lui circostante è ben descritto, come quando passeggia per le vie di New York, vedendo negozi con i regali di Natale. Infine i dialoghi, sono molto ben creati: Holden, incontrando varie persone riporta i discorsi che ha fatto. Particolare attenzione merita, per lo spessore di contenuto, il dialogo riportato nelle ultime pagine, tra un Holden confuso e il suo ex professore Antolini; mentre molto bello e piacevole è quello che ha avuto poco prima con la sorellina Phoebe a casa sua, un dialogo che può definirsi un comune e semplice dialogo tra fratello e sorella ma che viene reso speciale ed estremamente realistico grazie all’ingegno dello scrittore. Un’avventura straordinaria in cui Holden vi prenderà per mano, vi aiuterà, con i sui commenti, con la sua allegria, con il suo modo sempre positivo di vedere la vita. Grazie ad Holden o meglio, grazie a Salinger per aver scritto un libro così semplice, ma allo stesso tempo così profondo!


Recensione di Valeria D.

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