Raccontare un libro in poche parole è
sempre un'impresa difficile poi, se l'opera in oggetto si chiama Divina
Commedia lo diventa esponenzialmente di più. Considerando la complessità
dell'opera, ogni canto di ciascuna delle tre cantiche meriterebbe un commento a
sé. O, almeno questo è l'occhio con cui siamo abituati a considerarla dopo
l'esperienza scolastica. In realtà il vero valore dell’opera sta, come in tutti
i componimenti letterari, proprio nella sua totalità. Se nell'immaginario comune siamo soliti associare all'opera di Dante personaggi come Paolo e Francesca, piuttosto che Manfredi o Cacciaguida, una lettura libera e lontana
dai tempi e gli obblighi imposti dalle esigenze di studio, ci permetterà di
capire a fondo la grandezza dell’opera, data proprio dalla sua continuità.
Il genio di Dante si esalta nell'impresa di aver associato la sua cultura sterminata per la storia del nostro paese a
un’idea narrativa fuori da ogni tempo e spazio. L’allegoria della vita
ultraterrena che diventa Commedia, è una delle intuizioni più spregiudicate
nella storia di tutta la letteratura mondiale.
Innovativo, estroso e a tratti
irriverente, Dante ci ha donato con la sua Commedia, un patrimonio letterario
senza eguali.
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