ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO (Marcel Proust)


Collocata tra le più belle composizioni della letteratura universale, Alla ricerca del tempo perduto è l’opera più celebre di Marcel Proust. Essa racchiude l’intera evoluzione del pensiero dell’autore. Questi, parlando in prima persona, ci conduce attraverso la sua vita, in un viaggio che si snoda in ogni direzione e attraversa molteplici dimensioni della natura umana. Tra i temi trattati spicca il ritrovamento del tempo perduto, del ricordo, della rievocazione malinconica del passato perduto. Si pensi alle prime pagine dell’opera ove Proust riferisce l’episodio in cui fece in modo di avere dalla madre il bacio della buona notte e ottenne che ella rimanesse tutta la notte. Il narratore nel tratteggiare il carattere dei vari personaggi, dimostra una fine sensibilità e una notevole capacità di osservazione. Attraverso gli occhi di un adolescente e le sue fantasticherie, viene descritta una società più attenta alle apparenze che alla sostanza. Ha inizio a Cambray una storia che Proust, con l’introspezione psicologica, dipana man mano con estrema minuzia e abilità, rivolgendo lo sguardo al tempo, ai luoghi, all’arte e alla memoria. Ogni fase della vita viene descritta; tutto è già accaduto nel romanzo, ma tutto è sospeso in un tempo impalpabile che rischia di andare perduto ma che viene ritrovato e donato a chi legge. Ѐ un continuo spiegarsi di sensazioni: è il vero pathos del decorso delle cose terrene, quel pathos che sempre scorre, che mai si esaurisce, che costantemente ci opprime e costantemente ci sostiene.



Recensione di Valeria D.

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