A
quei pochi che ancora non conoscessero lo scrittore cileno, consiglio di
iniziare dalle sue famose favole, adatte per i più piccoli, ma che hanno molto
da insegnare anche a tutti quei grandi che hanno perso la sensibilità dei
bambini, perché ricalcano tematiche banali, ma troppo spesso dimenticate a
causa di una vita sempre più frenetica e volta al materialismo. Le sue sono
storie semplici, ma di profondo senso morale, raccontate attraverso i suoi
protagonisti prestati dal mondo animale. Personaggi strambi, ma di impatto,
perché anticonformisti, come la lumaca Ribelle che non ci sta a uniformarsi
all’anonimato delle sue compagne o al celebre gatto Zorba che insegna la
difficile, e per lui sconosciuta, arte del volo alla gabbianella Fortunata. Tutti
con un’impresa apparentemente impossibile da portare a termine che ne anima la
mente e lo spirito al motto di “vola solo
chi osa”.
Storie
sintetizzate in poche pagine, ma cariche di sentimenti e sfumature che spesso
fanno commuovere come l’amicizia genuina tra il gatto Mex e il topo Mix. E se i
vari personaggi hanno molto in comune, il leitmotiv che trascina e anima le
loro avventure si differenzia profondamente nei tre scritti, andando
dall’amicizia nata tra specie diverse di Storia di un gatto e del topo che
diventò suo amico e Storia di
una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, primo romanzo-fiaba di
Sepùlveda, reso celebre anche grazie all'omonimo cartoon, all'importanza di
vivere il tempo che scorre senza essere trascinati nel suo vortice e diventarne
vittima di Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza.
Il
messaggio che invece accomuna le tre storie, pur lasciandogli una spiccata
individualità, impatta direttamente sulla morale del senso civico e fa riflette
sull'importanza della cooperazione e del rispetto sociale.

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