Cento novelle narrate in dieci giorni e poi raccolte insieme
sino a formare il più grande capolavoro in prosa della tradizione letteraria
antica. Il Decameron, l’opera
maggiore del Boccaccio, propone un universo ispirato alla realtà toscana e
fiorentina, con episodi ambientati anche in altri luoghi ove si alternano
personaggi di svariata estrazione sociale. Nessuna limitazione è presente, né
di carattere morale né culturale. Vi sono infatti nobili, borghesi, laici,
religiosi: tra di essi, si distinguono uomini poveri di spirito, donne fedeli e
spregiudicate figure femminili, personaggi storici e di pura invenzione. Basti
pensare a ser Ciappelletto e alla sua falsa confessione in punto di morte,
oppure alle beffe di cui è vittima Calandrino, agli sproloqui di frate Cipolla,
o ancora alla nobiltà d’animo di Federigo degli Alberighi. Alla base
dell’inventiva del Boccaccio vi sono il gusto per uno stile romanzesco
impregnato di forte realismo, l’attrazione verso la vitalità della giovinezza,
l’acuta osservazione della realtà contemporanea. È qui che si fa spazio una
nuova idea dell’uomo, non più indirizzato unicamente dalla grazia divina ma
inteso come artefice del proprio destino. Anche per l’aspetto ideologico, il
romanzo segna un punto di svolta rispetto alle tradizioni letterarie
consolidate in epoca medioevale.Recensione di Valeria D.
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